Twitter, social media e Hollywood
Twitter, social media e Hollywood
I Social media sono al centro di ogni discussione e creano contrasti come nulla in questo ultimo periodo, ma uno in particolare è oggetto di dibattiti. Sembra che chiunque dica la propria sul argomento di quanto i Social Media possano influenzare il Box Office cinematografico.
Bruno, di recente release, ha visto un calo del 39% al box office dal venerdì al sabato. Sono stati i “tweet” a causare ciò? Veramente la gente frequenta i Social Media come Twitter o Digg per conoscere i veri giudizi dei consumatori riguardo ai film che non gli sono piaciuti al 100%? Alcuni lo sostengono e, sulla base del loro giudizio negativo ricevuto, hanno rinunciato a vedere il film.
Tutto ciò è di primaria importanza per gli Studios e il dibattito sta montando sempre più. Il Baltimore Sun ha contattato alcune persone molto interessanti per studiare questo fenomeno. Un punto di vista importante viene fornito da Brandon Gray, presidente e fondatore di boxofficemojo.com, egli afferma che il successo cinematografico Twilight ha vissuto lo stesso calo nel box office durante il weekend senza nessun intervento di Twitter. Però recentemente, il seguitissimo Peter Sciretta di SlashFilm si è tuffato nel discussione con un punto di vista interessante sull’operazione di marketing di Ashton Kutcher, tentando di raggiungere i suoi 3 milioni di followers:
“Twitter, un’operazione di marketing: Ashton Kutcher ha 3,336,374 followers e ha esortato tutti i…(cont) - http://tl.gd/e7bf” - slashfilm twitter
Sebbena questo sia un micro-giudizio, aggiunge al dibattito che Twitter, come strumento di marketing, potrebbe non avere un effetto così dirompente come un passaparola tra i consumatori. Sappiamo perfettamente che le persone possono uscire dal cinema e dire a 500 altri individui cosa pensano del film appena visto immediatamente, oppure aspettare un attimo e dirlo ad un buon numero di consumatori al pub, ma il pubblico presta attenzione alle celebrità che promuovono il loro stesso prodotto? La ricerca direbbe che lo fanno, e vi prestano attenzione sempre di più, ma questo è un altro argomento di discussione. Alla base di tutto c’è che noi ci muoviamo sempre più a fondo in un mondo dove c’è una necessità sempre più impellente di trovate intelligenti su come noi, come operatori di marketing, strateghi e agenti promozionali possiamo lavorare con le persone e con i mezzi affinché sia il pubblico pagante sia gli studios possano trarne vantaggio.
Tutti i vostri commenti sono apprezzati, grazie!









